
Ricevo e pubblico con grande piacere la testimonianza della dott.ssa Silvia Vianello di Velletri, che ha prestato servizio volontario presso il nostro rifugio/ambulatorio nel mese di giugno, operando circa 110 animali in due settimane. Oltre alle sterilizzazioni di routine ha effettuato diversi altri interventi, soprattutto tumori mammari e piometre. Dopo due mesi senza chirurgo, la fila degli animali in attesa si era decisamente allungata…
Colgo l’occasione per ringraziare anche Lamento Rumeno che ha finanziato l’acquisto dei farmaci necessari per questa missione veterinaria.

L’esperienza con Simabo è stata fuori da ogni aspettativa, in senso positivo ovviamente. Prima della partenza tutte le info mandatemi via mail tra protocolli, cose da fare e da non fare, suggerimenti e pagine in cui c’era scritto che non si trattava di una vacanza ma di un grosso impegno e che se non eravamo in grado di gestire lo stress era meglio rinunciare, di sicuro non mi avevano fatto partire molto rilassata, se poi aggiungiamo quello che mi era stato riferito dai colleghi che già ci erano stati, il quadretto era quasi completo… OK, avevo dato la mia parola e la mia disponibilità, ma sarei stata in grado di fare un buon lavoro con le mie capacità?

Così, dopo una giornata passata tra aeroporti, bagagli, anzi, chili e chili di bagagli, sono arrivata a casa di Silvia che non ha perso tempo e immediatamente mi ha detto tutto, anzi di piu’, perchè il giorno dopo avrei cominciato a fare il mio lavoro: il veterinario. I primi 3 giorni sono stati davvero difficili, dire incubo forse è esagerato, ma in quei 3 giorni piu’ di una volta ho pensato che non sarei riuscita ad arrivare alla fine delle 2 settimane.
Non pensavo che ci fosse così tanto da fare e anche se c’erano Silvia, Paolo, Nanda, Tania e Ailton ad aiutarmi, ovviamente non avevo i miei colleghi o le infermiere con cui lavoro quotidianamente e con le quali non c’è quasi bisogno di parlare per quanto siamo affiatati, e così, tra gli animali che c’erano a casa e che dovevano essere medicati , quelli del rifugio, gli interventi che aumentavano di giorno in giorno, un protocollo anestesiologico ovviamente diverso da quelli che utilizzo di solito, attrezzature un po’ ridotte all’osso, impossibilità di fare esami e quindi diagnosi fatte un po’ secondo il buon senso e l’esperienza, tutto questo contribuiva ad aumentare l’ansia e lo stress e soprattutto la paura di sbagliare e di uccidere qualche animale.

Ma per fortuna passati quei 3 giorni iniziali tutto si è colorato di una luce diversa, il poter aiutare ogni giorno sempre più cani e gatti faceva aumentare in me la voglia di fare e la stanchezza e la paura sono passate in secondo piano tant’è che alla fine i giorni sono passati anche troppo velocemente e se fosse stato possibile non me ne sarei tornata a casa cosi’ presto: in quelle 2 settimane ho avuto piu’ soddisfazioni che non in 10 anni di lavoro in clinica, i proprietari dei cani che ho avuto il piacere e l’onore di operare mi hanno dimostrato la loro riconoscenza ringraziandomi più e più volte, il proprietario della boxer Ama (mi sembra fosse questo il nome) che ho operato di piometra il primo giorno (tanto per iniziare con qualcosa di semplice) quando è venuto a riprenderla non mi lasciava più la mano tanto mi ha ringraziato, per non parlare della proprietaria della cocker Mami che ho sterilizzato e a cui ho asportato un tumore mammario, e il proprietario di Power, che ho sterilizzato, mi hanno pure fatto un regalo lasciandomi letteralmente senza parole.


Non è stato tutto rose e fiori, ho incontrato anche proprietari che un po’ se ne fregavano dei loro animali, e operare e visitare cani infestati (molto) da pulci e zecche non è stato sempre facile e piacevole ma alla fine quello che mi sento di dire è che sicuramente il prossimo anno farò di tutto per ritornare e spero non solo per 2 settimane, sempre che riesca ad organizzarmi e so già che non sarà per niente facile lavorando in una clinica 24h, ma di sicuro non lascerò nulla di intentato… E poi la prossima volta vorrei riuscire a farmi non dico tanto ma almeno una giornata di sole e mare!!!!!


Per concludere, non vorrei fare la saputella, ma solo dare un consiglio a tutti i colleghi che mi seguiranno in questa splendida avventura: non siamo in Italia e non abbiamo tutte le comodità a cui siamo abituati, gli animali di Capo Verde reagiscono ai farmaci in maniera diversa da come siamo abituati, quindi rispettate e seguite quello che c’è scritto nei protocolli, soprattutto per quanto riguarda le anestesie. La prima scettica ero io, ma dopo il primo intervento mi sono ricreduta alla grande, e su un centinaio di animali che ho operato devo dire che hanno dormito perfettamente e solo un paio si sono lamentati al risveglio, quindi non abbiate paura e seguite i protocolli alla lettera che sono stati scritti con testa da chi ne sa piu’ di noi!

E poi attenti agli sprechi, i proprietari non possono spendere e i cani sono tantissimi, quindi piu’ si risparmia e piu’ animali si possono aiutare! Non fate i superiori, accettate i consigli anche se chi ve li dà non è un veterinario e non ha una laurea in mano, ma di sicuro è molto probabile che vivendo li da molti anni ne sappia piu di voi che siete appena atterrati!!!!!!
Grazie di tutto a tutti
Silvia Vianello
Become a simabo's hero
Join our tribe and get notified about important updates (no spam).
By signing in, you will receive also a special Simabo's hero certificate!
What are you waiting for?