
- Alcuni degli ospiti del rifugio ormai guariti e in attesa di adozione. In primo piano Boxer, che ha perso una zampa posteriore in un incidente stradale e ci ha messo un po’ di tempo a coonvincersi che era ora di tornare a casa sua. Carla, la bianca e nera sorella di Oi Pret e di Coelho, figlie della mitica Nakuka; Pina, la cagnina più lamentosa del mondo, con la sua zampina anchilosata, anche lei vittima della strada a pochi mesi di vita. Addosso a lei Cenoura (Carota), arrivata al rifugio piccolissima e inadottabile perché troppo affezionata alle sue compagne, scappa da tutti i nuovi padroni. In fondo Didì, raccolto dai cassonetti con il fratello, già adottato parecchie volte ma poi sempre tornato da solo al rifugio, dove lo aspettano ogni giorno il favoloso riso con il pesce di dona Nanda, acqua fresca in abbondanza nonché le visite di amici, veterinari e volontari. Dove potrebbe stare meglio?!?
L’Istituto ospita oggi 190 bambini e ragazzi a rischio nel centro diurno e 40 in convitto, offrendo loro una casa, un’istruzione e una formazione professionale (corsi di un anno per aiuto falegname, fabbro e elettricista). Alcuni ospiti continuano poi la propria formazione professionale fuori dall’istituto, ma la maggior parte di loro desiderano diventare indipendenti e trovarsi al più presto un lavoro per poter vivere finalmente in modo dignitoso, dopo tante difficoltà. Ottenenere e conservare un posto al Njo Djunga non è da tutti e vi riescono solo i ragazzi che, nonostante la giovane età, decidono consapevolmente di prendere in mano la propria vita e di sfruttare l’occasione che gli è data per trarne profitto. Quindi quando escono hanno una buona preparazione e il mercato li assorbe facilmente. Alla sera le aule del Nho Djunga vengono utilizzate per corsi serali per adulti. Alcune fotografie sono visibili alla pagina http://www.bela-vista.net/Promocao-Social/Youth.htm.
Al pian terreno dell’edificio Nho Djunga opera una ONG locale, con una scuola materna che accoglie bambini di famiglie disagiate al fine di prevenire forme di esclusione sociale. La maggior parte dei piccoli ospiti proviene da famiglie con genitori tossicodipendenti o con problemi di alcolismo, o affetti da disturbi mentali e comportamentali che non sono in grado di prendersi cura di loro adeguatamente.
Al ritorno “a casa” con le cagnoline, i bambini sono stati accompagnati dalla nostra guardia zoofila che ha fatto una bella foto di gruppo. Auguriamo agli ospiti di Nho Djunga e alle nostre cagnoline giorni e giochi felici.
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